lunedì 21 ottobre 2019
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Le pievi della montagna

Parma - PR
Descrizione:



Pieve di Bardone


Pieve di Bazzano

Pieve di Beduzzo:

la chiesa originaria, dedicata a San Prospero e priva di canonica, viene ricostruita isolata sul monte con una canonica posta sulla costa dello stesso, circa cento metri più in basso. La costruzione attuale, con abside tonda, lunga navata e quattro cappelle, risale al 1735.
Salendo s'incontra poi la Pieve di Corniglio, oggi purtroppo poco riconoscibile perché in restauro. L'attuale edificio settecentesco sorge sull'antica pieve probabilmente non originaria ma smembrata da quella di Serravalle.

Pieve di Berceto


Pieve di Castrignano:
dedicata a Santa Maria Assunta, è una delle più antiche pievi sulla quale perdura, stabile fino all'abolizione dei feudi, la giurisdizione sia ecclesiastica che civile dei vescovi di Parma. Conserva ancora una vasca battesimale in arenaria sostenuta da un capitello corinzio, sebbene l'impianto attuale sia frutto di restauri.

Pieve di Cozzano:

dedicata ai santi Bartolomeo e Martino, è il frutto di un ampio rinnovamento avvenuto intorno al 1830, che poco lascia intravedere del precedente edificio romanico. Citata fin dal X secolo, oggi è soltanto immaginabile attraverso ciò che rimane delle originarie tre absidi, delle quali una complementare distrutta per lasciare posto al campanile, e di un archivolto in pietra, oggi murato nella torre campanaria.

Pieve di Fornovo

Pieve di Mariano di Pellegrino:
a circa 750 metri di altitudine, immersa nel verde, in un suggestivo scenario naturale da cui domina a 360 gradi le colline e le vallate circostanti, fino alla pianura, la Pieve di Mariano di Pellegrino Parmense ha origini lontanissime.
Nel 1220, secondo lo storico mons. Angelo Micheli, sul monte di Grecio furono edificati il castello, del quale sono ancora visibili i resti delle mura di recinzione, e la relativa cappella. Successivamente il castello fu smantellato e rimase solo la cappella, su cui venne costruita l’attuale chiesa parrocchiale dedicata a San Pietro Apostolo. Nelle sue strutture più antiche la Pieve presenta elementi romanici che ne fanno un notevole monumento di interesse storico artistico tutelato dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici dell’Emilia (Legge 1 giugno 1939, n.1089).
Nel XVI secolo la chiesa fu in parte ricostruita e furono aggiunti l’attuale campanile in stile gotico, con un concerto di tre campane in sol bemolle, l’interno ad un’unica navata con volta a botte e unghie sulle finestre.
Nel corso degli anni la chiesa ha subito numerosi restauri.
Del 1980 sono i dipinti, oli su tela di imponenti dimensioni, e il Cristo ligneo che si possono ammirare all’interno, opera del pittore scultore Walter Benecchi che a Mariano trascorse la sua infanzia. Nell’arcata centrale che sovrasta l’altare, è raffigurata l’Ultima Cena, con la consegna delle chiavi a San Pietro, ai piedi della quale assiste tutta l’umanità rappresentata nelle azioni del quotidiano. Sempre del Benecchi, all’ingresso, sulle pareti laterali, si incontrano il Battesimo di Gesù e la Pietà.
Per visitare la Pieve di Mariano è possibile chiamare il numero 052464189.

Pieve di Scurano:

la chiesa dei santi Ippolito e Cassiano, priva di canonica e continuamente sbalestrata sia ecclesiasticamente che politicamente tra i due governi confinanti lungo l'Enza, parmense ed estense, oggi tradisce le sue radici romaniche soltanto nell'impianto basilicale a tre navate, nella facciata a capanna e soprattutto nella pietra del XI secolo incastrata in un pilastro interno.

Pieve di Serravalle:
dedicata a San Lorenzo, subisce un rovinoso crollo nel XIV secolo, quindi l'attuale chiesa è frutto di una successiva ricostruzione. Sicuramente oggi più importante è l'adiacente Battistero che conserva l'originaria pianta ottagonale asimmetrica risalente all'VIII-IX secolo mentre copertura e portale sono anch'essi rifatti.

Pieve di Tizzano:

molto simile sia architettonicamente che per le sue origini alle pievi di Bardone e Sasso, la pieve matildica di Tizzano, datata al X-XI secolo e dedicata a San Pietro, è posta anch'essa su di un'altura ed interamente realizzata in pietra di cava appena squadrata. Presenta pianta basilicale a tre navate delle quali quella centrale più ampia ed elevata, sormontata da una torre campanaria di diretta derivazione borgognona. Diversi interventi successivi ne alterano l'originaria struttura romanica. Degna di nota è la campana collocata sulla torre, una delle più antiche della diocesi parmense, risalente al 1360.

Data dell'ultimo aggiornamento:
08/08/2019