venerdì 23 agosto 2019
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La Via di Linari

Parma - PR
Descrizione:


Ancora oggi, tra le valli del Parma e dell’Enza, si trovano le tracce degli antichi percorsi che salivano verso il crinale per valicare l’Appennino collegandone i versanti oppure unendo, a più corto raggio, le valli laterali.

La Via di Linari è il percorso storico che raggiunge la Toscana attraverso il Passo del Lagastrello, e il nome del percorso è lo stesso dell'Abbazia i cui resti ancora testimoniano presso il Malpasso la grande importanza rivestita nel passato.

Lungo la Via sono molte le fondazioni religiose e a partire dal XIII secolo il percorso, ben descritto negli Statuti, venne utilizzato dalla città di Parma come una delle vie di approvvigionamento del sale in città.

La Via di Linari viene oggi riproposta e suddivisa in otto tappe.
Costeggiando il torrente Parma incontra il magnifico Castello di Torrechiara che, con il suo monastero Benedettino, segna l’ingresso nord ovest nella grande Riserva della Biosfera Unesco dell’Appennino Tosco Emiliano. Poi, attraversato il fiume, incrocia l’importante centro di Badia Cavana e su fino alla Val Parmossa per raggiungere, passando per la Costa e Tizzano, la Valle dell’Enza.

Salendo, l'itinerario conduce all’interno delle Valli dei Cavalieri per rivivere la memoria della consorteria dei milites o cavalieri: una sorta di signoria feudale esercitata dai diversi rami della famiglia da Vallisnera. Questa consorteria, dove come in un sistema di clan le varie famiglie di vassalli esercitavano il loro controllo, ha dato il nome alle terrae militum ovvero le terre dei cavalieri i quali, tra le altre cose, fornivano cavalli da guerra al Comune di Parma. Diventate poi vallis militum e Valli de’ Cavaglieri conservano ancora oggi questa antica denominazione.

Raggiunto il Malpasso, com’era chiamato il passo del Lagastrello, i pellegrini si trovavano ad affrontare il viaggio diretto verso Roma, scendendo lungo il Taverone fino ad Aulla (Aguilla - la XXXI tappa dell’itinerario francigeno). Nelle genti della valle era molto sentito anche il culto del Volto Santo di Lucca che raggiungevano attraverso la strada di Comano verso Fivizzano. Di uno di loro, o meglio dell’immagine di uno di loro, è rimasta traccia nel concio scolpito presso la Cappella di Rimagna che ritrae una figura con il bordone e le tipiche vesti del pellegrino, e una scritta "Peligr[inus]"

Data dell'ultimo aggiornamento:
14/02/2018